Cristina Lefter e l'idealizzazione della donna nel terzo millennio PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Pogliaghi   
Martedì 08 Luglio 2008 08:39

Alberi 32 - Cristina Lefter

"se già la bellezza fisica incanta e rapisce la nostra vista, che pure è il nostro senso più acuto, quanto sarebbe mai grande il rapimento se noi avessimo occhi fisici per vedere l'idea della bellezza! "
Questa celebre frase contenuta nel Fedro di Platone pare racchiuda il sogno dell'artista greco, la sua sete di armonia e di perfezione di forma e di sostanza tale da essere visione fondante per uno sviluppo artistico di coloro che dettero vita al canone europeo della bellezza.
“Korai” del terzo millennio le donne della Lefter, artista di grande talento, la quale come gli antichi greci si avvale di modelli reali, ma che che trasforma sintetizzando i caratteri individuali di ognuno di essi, fino ad ottenere un "tipo ideale", che rappresenta non “una donna” ma “LA DONNA". la Sua “DONNA IDEALE".

Pittrice del "bello" e della "bellezza" come sentimento, è senz'altro una definizione che la Lefter "calza" "a pennello" la sua ricerca vorrebbe rappresentare la donna come "ponte metaforico" tra la realtà e l'ideale dell'armonia delle forme..
La visione di " natura" della Lefter, attraverso l'uso elementi floreali, con cui orna le chiome delle sue donne, dal “bello” si eleva al “sublime”: non solo bellezza estetica dell'oggetto in sè ma anche contenuti di genio e spirito e sentimento.

 

Sulla soggettività del giudizio di gusto cito David Hume nei saggi morali politici e letterari:
Una causa evidente per cui molti non sentono il sentimento giusto della bellezza è la mancanza di quella delicatezza dell'immaginazione che è necessaria per poter essere sensibili a quelle emozioni più sottili.
Questa delicatezza ognuno pretende di averla, ognuno parla e vorrebbe regolare su di essa ogni tipo di gusto e sentimento.

La vera opera d'arte nasce in maniera misteriosa enigmatica,dal profondo dell'animo dall'artista.
una volta "staccata" da essa acquista vita indipendente, diventa una personalità, un soggetto autonomo, che conduce una sua "esistenza" reale. Diventa non un'apparizione indifferente o casuale, ma una forza attiva capace di ulteriore creazione. Opera e lavora alla creazione dell'atmosfera.

La donna come simbolo, e la donna che crea una sua atmosfera . Donna: simbolo duplice, di forza e delicatezza, Apollo e Dioniso, sacro e profano. Elementi che convivono nella donna della Lefter così come nelle sue opere con soggetti floreali e vegetali.
Nelle opere intitolate albero 1 e 2, ottimamente eseguite con la tecnica del "dripping" : sgocciolamento tipicamente eseguito con smalti: il simbolo dell'albero è simbolo assoluto della vita, esprime un insieme coerente che riunisce il principio maschile e il principio femminile, da un lato il simbolo fallico e solare del tronco che esprime forza e potenza. Dall'altro il denso e colorato fogliame, denso e avviluppante che protegge e "cova" i suoi frutti. metafora delle emozioni e del vissuto denso, forte e colorato dell'artista.
Sono queste opere di soggettivismo "forte" con tratti informali ed irrazionali che tendono a far affiorare immagini e concetti nascosti dall'inconscio.
Nelle Opere con soggetto ritratti di donne, le composizioni sono assorte in “un assoluto ideale” che La Lefter coglie nell'infiorescenza che orna la chioma dei capelli, come se con un parallelismo con la natura vegetale, le sue donne forti nei colori degli abiti e nelle espressioni, e delicate nelle infiorescenze che dalla chioma esaltano la vita e il suo sapersi rigenerare. fiori che come le Korai della grecia del periodo arcaico offrivano frutti e fiori con significati simbolici legati al mito di kore (persefone).
La lefter ci offre la visone del "gesto"
Ed ancora in “donna sdraiata” c'è tutta la tensione alla lettura dell'animo umano Femminile, messo a nudo con la ricerca che da esso ne deriva. Sinesteticamante Struggente e sensuale come un tango, una musica estrema che si ascolta e si balla come dicono i tangueri o solo per un istante o per tutta la vita.
Silvia Pogliaghi

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Luglio 2008 09:05 )
 

 

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